Sei qui: Home La scuola Chi siamo Chi è Nicola Tridente

Chi è Nicola Tridente

PDF  Stampa  E-mail 

Un insigne e instancabile professore, artefice dello sviluppo economico e sociale di Bari e delle regioni meridionali.

Foto di Nicola Tridente. fare click per ingrandire.

Il dovere e l'orgoglio di sottolineare il prestigio di una denominazione che ci ricorda l'impegno ad essere costruttori del nostro tempo. 

Nicola Tridente nasce a Triggiano il 20 novembre 1899. Si laurea nel 1922 in Scienze Economiche e Commerciali presso l'Università di Bari con il massimo dei voti. Già da studente universitario si occupa della esportazione di prodotti agricoli e della importazione di prodotti coloniali per conto di una azienda barese, di cui nel 1923, a soli ventiquattro anni, assume la carica di procuratore. Nel 1926 promuove l'organizzazione del Mercato dei Prodotti del Suolo di Bari e dell'Ufficio di Controllo per l'esportazione delle mandorle. Dal febbraio 1928 è assistente alla cattedra di Tecnica Mercantile Industriale e Bancaria della Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Bari, per diventarne incaricato nel 1931. Nel maggio 1934, sempre a Bari, ottiene la libera docenza in Tecnica Commerciale e Industriale, ne vince il concorso a cattedra nel maggio 1942 e diventa ordinario nel 1945. La brillante carriera universitaria è accompagnata da una instancabile presenza e azione nel mondo produttivo e dei servizi commerciali. Dal 1935 è direttore del Mercato dei Prodotti del Suolo di Bari e della deputazione di Borsa, organismo di assistenza economica del commercio pugliese di esportazione. Dal 1938 al 1940 è consulente dell'Istituto Nazionale per il Commercio. Numerosi, in quegli anni, gli incarichi presso enti ed aziende. Sciolto nell'autunno 1943 il Mercato dei Prodotti del Suolo, nell'aprile 1944 riorganizza il gruppo pugliese esportatori di mandorle portando a termine importanti affari e collabora alla ricostruzione del Mercato dei Prodotti del Suolo, che diventa Borsa Merci. Nel gennaio 1949 è nominato Presidente della Fiera del Levante, in un momento difficile per problemi finanziari connessi alla sua ricostruzione postbellica. Sotto la sua guida la Fiera del Levante non solo viene ricostruita, ma diventa strumento fondamentale per lo sviluppo della nostra regione e luogo di dibattito economico di riconosciuta importanza internazionale. Successivamente è componente del Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Puglia e della Consulta Tecnica della Banca Nazionale del Lavoro; direttore di “Civiltà degli Scambi”, la rivista della Fiera e della Camera di Commercio di Bari; consigliere delegato e poi Presidente della Gazzetta del Mezzogiorno; componente del Comitato Consultivo per le Coltivazioni e dell'Ente Pugliese di Irrigazione; vice Presidente della Cassa per il Mezzogiorno; consigliere della Sezione Speciale della Riforma Fondiaria; consigliere di Amministrazione della Società Pugliese di Elettricità; vice Presidente dell'I.S.V.E.I.M.E.R.; consigliere del Banco di Napoli; consigliere di Amministrazione delle Assicurazioni Generali di Trieste; nel triennio 1958-60 membro del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro. Numerose le pubblicazioni del prof. Nicola Tridente, alcune delle quali di rilevante importanza scientifica, tra cui, molto nota, “La concentrazione bancaria dalla prima guerra mondiale ai nostri giorni”. Numerosi anche i riconoscimenti e le onorificenze degli stati esteri, per la sua competenza e il suo impegno, tra cui la nomina a Cavaliere della Legione d'Onore Francese. Nel giugno 1962 viene eletto dalla Facoltà di Economia e Commercio di Bari membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, ma il 29 novembre dello stesso anno muore presso la clinica Sanatrix di Roma, in seguito ad un delicato intervento chirurgico per una grave forma di splenomegalia. La sua prematura scomparsa fa perdere a Bari un instancabile promotore e artefice del suo sviluppo insieme a quello dell'intero Mezzogiorno e getta nello sconforto numerose realtà economiche ed accademiche a lui vicine. La sala principale della Fiera viene subito dedicata alla sua memoria così come di lì a poco l'allora prestigioso Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “Gimma”. A quarant'anni dalla sua morte Bari sembra aver dimenticato questo suo illustre figlio, così come sembra che poco significhi per Istituto che porta il suo nome. A noi piace ricordarlo con la sua valigetta non solo contenente libri ma anche un campionario di prodotti pugliesi , che di volta in volta presentava ai suoi interlocutori esteri, e attraverso il suo monito alla gente meridionale a muoversi nel prendere iniziative, nell'assumere anche una posizione di rischio, per tentare, osare nel campo agricolo come in quello industriale e se oggi fosse tra noi avrebbe sicuramente aggiunto il campo turistico.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 Novembre 2011 15:40